Scaldacolli MilleColli: Copriti che fa freddo!


Lana, camera d’aria, rifiniture in cotone e borchie.
Ok, ciao. Il post è finito… :v

Ma no, dai, visto che insistete proprio (MHA! 😀 ) qualche chiacchiera la spendo ancora và, perché uno potrebbe pensare che questo ammasso di lanuggine sia nata per questioni di freddo…. E invece NO! Il primo scaldacollo io l’ho fatto d’Estate!
Ero in cerca di idee nuove, ero annoiata perché di mare manco l’ombra (Come camuffare il fatto che sei un po’ sfigata con l’alternativismo) e quindi mi sono messa a intrecciare lana, così, senza avere un obbiettivo preciso.
Il risultato è stato abbastanza orribile, come tutte le prime cose che devi sperimentare. Dei piccoli brutti anatroccoli che poi scoprono di essere dei cigni più o meno accettabili 😀
Però diciamo che in quel momento era proprio nakakata (antica parola giappocinocoreana che vuol dire “Cosa poco bella e ancora da rivedere perché così non se la mette nessuno manco se li paghi tu profumatamente”… sti giappocini come sono sintetici, vè?)

Così è nato un primo sgangherato Scaldacollo: incerto, da rivedere nell’idea e soprattutto da personalizzare alla FridaWer.
Perché, sì, di scaldacolli ce ne sono tanti, creati con mille tecniche diverse ma la cosa che dovrebbe distinguere ogni creazione è come decidi di personalizzala, cosa decidi di dargli in più che parli di te.
E allora andiamo di borchie, di quelle tonde, belle panciute: Un intero schieramento. Uno scaldacollo rude, di quelli che spaventano il freddo per strada, così non ci farà ammalare 🙂
Oppure giusto un vezzo, le tre borchiette (rigorosamente tre) a creare un gioco di grandezze e forme diverse, su di un rettangolo o quadrato di camera d’aria: non tutto va buttato e qualsiasi materiale può avere un nuovo inizio.

Da quel giorno sono passati mesi… e la loro forma si è ben definita, come il loro nome: MilleColli.
Sono nati quasi dal nulla e sono diventati, ora che il freddo si avvicina, una  calda  e morbidosa coccola.
Poi chi lo sa, potranno ancora diventare un regalo da offrire all’amato (o amata – sono unisex!!!) o a se stessi, senza bisogno di aggiungere nulla e nient’altro che una semplice raccomandazione: Copriti che fa freddo!

Negli ultimi anni di vita si racconta che Elsa Morante chiedesse a tutti:
“Qual è secondo voi la frase d’amore più vera, quella che esprime al massimo il sentimento?”.
Tutti dicevano grandi cose. Lei rispondeva:
“No. La frase d’amore, l’unica, è: hai mangiato?”

… oh, secondo me anche “Copriti che fa freddo!” funziona benissimo! 🙂

Scopri i colori e le fantasie qui—->>Collezione MilleColli

Sono a caccia di colori e suggerimenti,
tu ne hai? 😀
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