Spille MilleOcchi… come abbinarle!


MilleOcchi brooches by FridaWer

 


Lipsy white top
€5.065 – lookagain.co.uk

Jacob Cohёn green jeans
€130 – farfetch.com

Converse shoes
€49 – converse.com

Penmayne of London fedora hat
€350 – wolfandbadger.com

Le Specs polarized sunglasses
€22 – theoutnet.com

Occhiali Fenicottero style, cappello nero per coprirsi dal sole (a proposito… ma che estate è??), un top iper fresco, un pantalone acidognolo e scarpe Converse che si abbinano perfettmente a Money, la mia nuova SpillOcchio MilleOcchi 😀

Che ne dite? Ooooo a me piacciono i colori… non c’è niente da fare 🙂

Colori Hot e Pop Garden, ovvero: dai, non fa tanto freddo per essere Dicembre!


Le stagioni, se non lo sapete, non sono più 4 ma 5: Autunno, Inverno, Primavera, Checazzoditempo e l’Estate.
Ecco, tralasciando questa nuova scoperta vi annuncio che l’Estate, di solito torridissima a Foggia (è tra le città più calde d’Italia, non sapete che felicità popio!) io l’ho pensata sotto forma di collezione… perché sotto forma di tempo proprio non me ne sono fatta un’idea!

Una Estate Hot che parte sotto una buona stella… anzi più che stella direi costellazione: quella del Leone!
Anzi leonesse:
Una si chiama FridaWer e l’altra si chiama Juna!

Una collaborazione spazio temporale che si sostanzia in una esplosione di colori:
Hot  e Pop (Garden)!

Vi risparmio il mega flash del “Se non ci fosse stato Facebook col cazzo che ci sarebbe stata una collaborazione del genere!” con aggiunta di “FridaWer e Juna non si sono mai viste!”
Ci buttiamo direttamente nella collezione Estate, collegando i miei Colori Hot al Pop garden siculo: Un giorno di strana Primavera, Juna porta a passeggio FridaWer in un giardino molto particolare: un Pop Garden!

12592385_991966667558698_3761672084564048854_n

Canotta con trafori in pizzo in cotone e lino by Juna; orecchini MilleGiri Basic by FridaWer. 

felpa

La modella indossa: Felpa in Jearsey di cotone garzati all’interno, taglio kimono, ampie maniche, pieghe laterali, piccola spilla a gelatino con ali in ecopelle lucida con occhietti swarovski, accompagnata dai Bracciali MilleGiri basic Collezione Hot 2016 FridaWer.

 

 

millegiri juna Collage

A sinistra la modella indossa una canotta in pizzo traforato di cotone e lino con scollo a barchetta, linea svasata. Fantasia macro con fiori e foglie in tonalità di contrasto. Gonna pantalone corta in gabardine di cotone turchese, cinturino in stoffa con elastico interno, cernere laterale con piccole pieghette piatte ai lati. Ai lobi orecchini MilleGiri Basic Giallo Limone Collezione Hot by FridaWer. A destra maglia in pizzo traforato in cotone e lino, scollo a barca, giro braccio basso, linea svasata. Fantasia macro con fiori e foglie. Gonna in lino fuxia di linea dritta, vita alta, cinturino in tessuto con elastico interno, abbottonatura laterale, media lunghezza. Ai lobi Orecchini MilleGiri Basic Fucsia della Collezione Hot by FridaWer.

Un giardino in fiore per raccontarvi una passeggiata al sole mangiando un gelato, pensando all’Estate che si avvicina, fantasticando sul prossimo viaggio da organizzare.
Colori vivaci rallegrano l’attesa, piegando un foglio di carta…

12985397_991960897559275_7813945725877564084_n

E quel foglio di carta piegato prende il largo, come una barchetta, su quel tratto di mare che ci divide o su mari tropicali o nordici…

millenodi juna Collage

Abito di linea ad A in gabardine di cotone bordeaux, scollo a vi con piccole pieghette sulle spalle. La linea svasata è accentuata dall’inserto in stoffa sui fianchi, il giro braccio è dritto, particolare cerniera a contrasto sul dietro con fiorellini. Collana MilleNodi con rifiniture marsala by FridaWer

“Una proposta da indossare anche ogni giorno con facilità, alcuni dettagli si nascondo nei tagli degli abiti, altri sono li a sorridervi con tonalità fluo e occhietti swarovski.

Tessuti naturali e linee pulite per una femminilità semplice ma mai banale, attenta ai dettagli, ironica al punto giusto, strizza l’occhio alla sua immagine allo specchio.

 

 Texure dal mood sixty, camicette dal colletto piccolo per uno stile “marinière”, colori rubati ai ghiaccioli alla frutta…”

E quindi se vi dico:
Banana, Dragon Fruit, Susina, Anguria, Mela Verde, che vi viene in mente?
Nà macedonia un po’ strana!

5 colori 5,
decisi,
vivi
fruttati.

La loro particolarità è proprio il contesto: sfondi cupi, come cupi sono certi cieli estivi durante la pioggia! E colori forti come le pareti di certe case nordiche quando, con la nebbia, il colore ti dà modo di orientarti!
Sono una sorta di bussola: Colori vivi, schiaffi cromatici che incitano all’uscita del sole! 
Un pizzico di carattere mischiato alle collezioni selezionate e declinate nei modi che già conoscete bene: Intrecci, Chiodi e Giri!
I Pastello primaverili sono sbocciati con forza in  una naturale crescita, un’evoluzione tutta caratteriale dai colori Hot.

hot 1

Clicca sull’immagine per vedere il Catalogo dell’intera collezione Hot 🙂


Se un pochetto sono riuscita ad incuriosirvi vi rimando ai miei contatti:
FridaWé–>> mi trovate su Instagram, su Facebook   su ALm con il mio Shop (con tutta la collezione Hot!) e anche su DEPOP: se avete l’App mi trovate cercando @fridawer (metti caso ve parte l’embolo e non volete aspettare… basta un click!)

Juna invece la trovate nel suo magnifico negozio a Catania, in una traversa del centro e precisamente in via G.De Felice 11, la trovate su Instagram, su Facebook e anche su Blomming nel suo nuovo negozio online!

Il suo progetto fotografico è stato reso possibile grazie a:
Dimitri Di Noto (fotografo)
Aurora Bruno (modella)

Grazie anche da parte mia, da questa parte incasinata della Puglia! 🙂  ❤

Come sempre sarei curiosa di sentire la vostra, che ne pensate dei colori? che ne pensate di tutto? Conoscevate Juna?

****Una piccola curiosità che riguarda il Catalogo: i piatti e le tazze sono anni ’70 e provengono dal servizio di mamma, le carte nere le trovate da Tiger (mi piacevano troppo) quelle bianche sono le carte che ho trovato per strada in giro per l’Italia 😀
Sì perché, non so per quale motivo, trovo le carte per terra.

p.s. Oooo ma a proposito: Qualcuno di voi sa di che sà il Dragon Fruit?  🙂

A me gli occhi! Ovverosia ci avete rotto il cazzo con sta perfezione! Una piccola Ode al Difetto!


ultimo meno contrasto confirmaleggero leggero

Self-Portrait con spille gioiello MilleOcchi. A sinistra Hot Beauty (cotone, borchie acriliche e pom pom) a destra Boys Don’t Cry (cotone, borchie acriliche, gocce di Calcedonio e Spinello nero taglio rondella montate in Argenot 925).

Lasciatemi spiegare, Vostro Onore, questa non è una bastardata o una ripicca. Affatto!

Alla fine dei conti non lo è.

E’ la storia di un metabolismo lento, il mio, di un organismo che utilizza male i suoi anticorpi. Malissimo.
Non so se questa volta abbiano funzionato bene, so soltanto che lo sfogo ha dato dei buoni frutti. Se non buoni, strambi perlomeno.

Per farla breve tutto è partito da una notizia, una notizia che a pensarci è tosta.
Di un ex (o tecnicamente di un non-ex), e di un momento un po’ di merda.
Avete presente quando si parla dell’amore della vostra vita ma non è un amore andato a buon fine? Di quelli sofferti e fatti un po’ di briciole che dici: “Ma cazzo, stronzo, maledetto” ecc ecc?
Una cosa del genere. Il momento di merda è il suo.
Sulla notizia ci sorridi su, e pensi: Ha avuto quello che ha seminato.

Il giorno dopo già non sorridi più. Alla fine per te le cose non sono variate più di tanto.
La notizia non ti ha dato giovamento. Non sei felice più di prima. Semplicemente ti dispiace. Di tutto e di niente.
Non una cosa grave, eh. Una cosa tipo retrogusto amaro.
Una cosa che parla del fatto che sia andato via e che abbia preferito altre persone a te.
In fondo, delle sue sventure, tu ne resti una tra le tante.
E lui la tua.

Una cosa su cui, io e lui, non ci siamo mai trovati è sempre stato il concetto di Bellezza.
Un argomento pressappoco svolto così: una femminista che discute con un superficiale.
Perché a suo dire io ero femminista, a dire di altri lui è il superficiale.
Immaginate quante piacevoli disquisizioni.
Dalla bellezza all’accettazione di sé il passo è breve o lungo a seconda di come la si pensa.
I suoi ragionamenti erano basati sulle solite cose: la bellezza fa molto, la bellezza è dettata da canoni precisi, non è vero che si è belli in modo “diverso” (da tali canoni estetici) e cose simili. Il difetto è cosa da cancellare, perché la bellezza (appunto intesa come assenza di difetto) è, in fin dei conti, tutto.
In me il sospetto di non sapersi accettare mai fino in fondo.

Ancora oggi mi trovo ostinatamente in disaccordo.
Ovviamente perché, non avendo lui tutti i “canoni” a posto, comunque lo trovavo bello.
E guardandolo meglio non gli averi cambiato nulla.
Era strano e bello così.
E sarebbe stato tanto banale diversamente, ovvero, con tutte le banalità al loro posto: due occhi banali che banalmente guardano nella stessa direzione. Come tanti altri.

Mò, senza infilarmi in discorsi filosofici alla Umberto Eco su cosa sia la bellezza e la bruttezza, mi pare ovvio dire che la propria immagine sia il primo vero biglietto da visita che un essere vivente (animale o umano) può distribuire nel mondo. In tal caso, grossa invidia per i pavoni o per le persone baciate da Madre Natura! Ma c’è una bellezza che parte dalla sicurezza di essere sé stessi (così come si è, senza assomigliare a nessun altro) e di essere belli anche se non si è conforme ai canoni idealizzati della cultura corrente.
E’ una questione di Ego molto spesso: di fragilità, forza e sicurezza.
C’è poi da dire che ci definiamo esseri “evoluti e complessi” ma quasi sempre ci fermiamo alle apparenze estetiche di primo impatto (una trappola innata?)… ecco, vabbè ciao.

Questo, dunque, non è un post sulla rivendicazione della bruttezza, perché in teoria il brutto non si potrà mai conformare al bello (e in questo forse c’è bellezza!)… che poi alla fine cos’è veramente brutto? (spiegatemelo un po’)
La mia è un’ode al difetto: al dente storto, all’occhio obliquo, al nasone, alla tetta più grande dell’altra, la caratteristica non conforme al canone classico che però ti rende unico esteticamente parlando.
E quindi è alla bellezza del difetto che mi rivolgo: perché bho, ho come la sensazione che ai giorni nostri, solo un “difetto” ci possa rendere davvero particolari!

E appunto dico: un giusto compromesso tra cura e bellezza, no? Lasciando perdere una volta per tutte concetti francamente un po’ irraggiungibili (e anche un bel po’ antiquati).
“Accettarsi” può sembrare un concetto davvero tanto stupido e trito solo se non lo si capisce veramente. Perché l’essere “diversi” (diversi da chi e da cosa in fin dei conti?) presuppone una forza maggiore, non solo fisica ma anche caratteriale. Una forza che si costruisce nel tempo. Essere diversi vuol dire essere soli (ma alla fine lo si è sempre!). E’ una condizione che nessuno, per natura, accetta. Tutti cerchiamo di scappare dalla solitudine quando, forse, dovremmo imparare a conviverci essendo questa la nostra condizione primaria. Fare pace con la propria immagine vuol dire soffrire, perché gli altri probabilmente non la capiranno (non tutti ovvio) ma vuol dire anche imparare ad amarsi senza avere bisogno di cercare conferme negli alti. Senza inseguire il volere degli altri, se questo volere ti stravolge.
Oh, questo non vuol dire credersela o tirarsela, ma vuol dire coltivare quella parte di umanità e sensibilità necessarie per capire e comprendere gli altri. Anche quando ti faranno del male. Mi verrebbe da aggiungere che probabilmente è proprio l’empatia la sola strada per non essere soli: un ponte che collega due esseri umani.
Nasciamo tutti diversi ma poi ci castighiamo in una serie di misere omologazioni estetiche (e non) per sentirci accettati dai più. Troviamo la nostra nicchia, la nostra piccola e bella etichetta rassicurante, il nostro gruppo. Cerchiamo di raggiungere la bellezza nel modo più facile e veloce… Ma alla fine di quale bellezza parliamo?
Ci teniamo davvero tanto ad essere come tutti gli altri? (no)

Lui avrebbe voluto cambiare tutto in me. O comunque così mi ha fatto sempre sentire.
Io nulla. Non avrei cambiato nulla.
Nemmeno il suo occhio obliquo.
L’ho sempre trovato bello, così: poco banale.

E dunque cosa c’è di più provocatorio di uno  sguardo divergente, oggi?
Non avrei potuto fare di meglio con il mio autoritratto. Se quegli occhi fossero stati “dritti”, sarebbero stati,  banali. Se quel mio naso fosse stato più piccolo la composizione sarebbe potuta essere, forse, più “garbata” e canonicamente accettabile. Ma io cosa avrei comunicato?
Quale carica avrebbe avuto il mio messaggio?
Quale estetica?

Per cui, Vostro Onore, come potete ben leggere, l’autoritratto  (o come dicono oggi “self-portrait”) è venuto fuori da quella notizia e da questi stati d’animo tanto ingarbugliati e da sempre covati.
Ovvio, c’è una punta di stronzaggine provocatoria, lo ammetto, ma non si tratta di cattiveria.

Ho tanti difetti ma non questo, cazzo!! 

 

P.s. (come sempre) vi lascio i Pi Esse da oggi ribattezzati P.P. (Post Pippe) :

A proposito di difetti grandi e piccoli, estetici e non, vi lascio con queste due carrellate: una piccola, piccolissima selezione qui sotto tutta al femminile…

69eb5f99f6beb50ca8de935d996abd97

Anna Achmatova, poetessa dal profilo decisamente poco banale.

collage rosy

Rossy de Palma musa di Almodovar: “Tutti guardavano il naso, mentre dentro di me succedeva altro, di nascosto. A me, quell’affare, non disturbava. Se ne stava lì, punto. Era la reazione della gente a scioccarmi. Poi realizzi che è nella natura umana volere tutti uguali. Il dolore ti aiuta a razionalizzare ti dà una dimensione riflessiva, come un’impronta sull’anima. Senza il mio naso non sarei quella che sono e non avrei mai imparato la compassione e l’umanità”. Qualcosa da aggiungere?

 

PicMonkey-Collage45-1440x580

Brunette Moffy, la prima modella con lo strabismo di Venere particolarmente accentuato. Tratto da Bigodino.it

 

Winnie-Harlow-Beauty

Chantelle Winnie: “a 13 anni i compagni di scuola la prendevano in giro paragonandola ad una mucca e facendole il verso. Oggi è la prima modella con la vitiligine, è la regina delle passerelle.” Poche persone possono vantare una pelle di luna e una color cioccolato allo stesso tempo. Lei puote! Tiè!

 

… e un’altra più “sfiziosa” (?) con Le 10 celebrità con i difetti fisici più stravaganti.


Le spille/ciondolo MilleOcchi (e come le potevo chiamare se no?) le trovate nel mio negozio online. Lì non vi spiego l’idea e cioè come sono venute fuori (questo già lo sapete ormai) ma i numeri, ossia il tempo che ci ho impiegato per crearle e qualche altra piccola curiosità.

Poi… Due cose viste/lette molto carine che se c’avete tempo spendetelo un po’:
Il momento esatto che cambia le cose, l’ho letto (per caso oppure no) subito dopo aver scritto questo post.

A proposito di canoni e (anche ) di deformazioni professionali passate:
Ma ‘ndò vai, se il chiasmo appresso non ce ll’haaaai!!!

Fashion Revolution Week: Juna e FridaWer*1


 

Juna e FridaWer*1

 

Who made your clothes?
Chi ha fatto i miei vestiti?
Ve lo siete mai chiesti?
Stiamo parlando della Fashion Revolution !
Dal-18-al-24-aprile-Fashion-Revolution-Week-indossiamo-abiti-al-contrario-con-l-etichetta-ben-in-vista-e-postiamo-le-immagini-sui-social-con-WhoM_image_ini_620x465_downonly

18-24 aprile Fashion Revolution Week 

Quali storie si celano dietro la maglietta, il pantalone, la giacca, i calzini, le mutande che portiamo addosso?
Ti puoi ritrovare a fantasticare su chi ha fatto un modello o chi è stato quell’incapace che ha fatto quella cucitura o persino quanto cacchio è dovuta costare una produzione se quella maglietta la compri a 4 euro.
Sappiamo tutti il reale costo di ciò che indossiamo (basta guardare bene l’etichetta, quel famoso “MADE IN” ), sappiamo tutti che una maglietta a 4-5 euro proviene dallo sfruttamento di una persona dall’altra parte del mondo (ma potrebbe essere anche un posto vicino a noi, senza fare troppi chilometri).
Lo sappiamo tutti ma la nostra vanità è più forte, perché sì abbiamo bisogno di quel nuovo top a 3 euro! Perché davvero non abbiamo nulla di che metterci per l’Estate (e qui non sono ironica ma tanto sarcastica).
Siamo così mentalmente avviati al consumismo che abbiamo una sola semplice idea in testa: comprare a poco. Solo quello è il vero affare!
Quello che non vediamo non esiste e non grava sulla nostra coscienza.
(Ma se solo vedessimo, il mondo ci farebbe male.)Poi a Dacca viene giù il Palazzo Rana Plaza ( 9 piani di fatiscenza) con sotto 1133 operai tessili, ci indigniamo,  scriviamo post chilometrici su quanto sia giusta e bella la giustizia per chi non ce l’ha… ci indigniamo ancora perché 83 centesimi di euro al giorno non è un salario accettabile, si producono anche delle serie tv come Sweatshop – a deadly Fashion  poi è roba di giorni, anni è tutto ritorna come prima, un giro per i negozi e tutto passa.
Lontano dagli occhi lontano dal cuore.
E’ una condizione umana in fondo, quella di non essere coinvolti h24 nelle disgrazie altrui.
A tutto si fa l’abitudine, e ormai il targhettino o l’etichetta “made in” non ci interessa più.
Diamo un prezzo anche ai nostri sensi di colpa… ovviamente vince il prezzo più basso.
E anche a quello, come al vero prezzo delle cose, ci si abitua presto.
Mi accorgo che la situazione è complicata e mi accorgo anche quanto sia difficile uscirne da un giorno all’altro: da una parte ci sono le grandi multinazionali, dall’altra c’è una poca voglia di cambiare le cose, c’è poca voglia di perdere un benessere che poi in fondo è solo fittizio.
Come dire, non voglio perdere il mio sacrosanto diritto di vestirmi con pochi soldi, di essere trendy con soli 50 euro…
Perché il nostro benessere si misura in quanto possiamo spendere… e mi risuona in mente il vecchio adagio PRODUCI CONSUMA CREPA (o anche “Consume, be silent, die”). Quell’essere ingranaggio minuscolo e l’illusione di essere liberi in uno spazio dentato opprimente.
E anche gli accessori hanno una vita simile: scarpe, gioielli, occhiali, cappelli…
C’è sempre qualcuno che produce quantitativi enormi di accessori a poco prezzo, per un mercato ricchissimo dove, appunto, il prezzo vince sui diritti umani.
Il mio insignificante ragionamento arriva anche alle piccole sartine, ai piccoli artigiani, ai creatori che si smazzano ogni giorno in modo indipendente.
Non è  facile neanche questo, certo non si tratta di operaie schiave, ma quante di loro sono costrette ad abbassare i loro prezzi pur di vendere? E sappiamo che non si tratta della vendita fine a se stessa, si tratta di tirare avanti, si tratta di creare da sè un lavoro dignitoso, si tratta di realizzarsi anche con poco, quel tanto che basta per vivere (e non sopravvivere).
Si tratta di non buttare nel cesso tutti quegli anni di scuola appresi (e spesi) e di farli fruttare.
Essere costretti a svalutare la propria creatività, la propria bravura, il proprio tempo, perché non si può vendere una gonna, una maglietta, un gioiello, un oggetto ad un prezzo, non alto, ma quantomeno giusto, perché altrimenti nessuno comprerebbe.
Perché, si sa, a fare la concorrenza alla schiavitù ci perdi sempre!
E’ una questione di dignità, appunto.
E’ una questione di scelta.
Uno a queste cose un po’ ci dovrebbe pensare.E un’artigiana dovrebbe impegnarsi al rispetto di sé stessa, del suo lavoro e dovrebbe garantire al suo compratore una certa eticità del prodotto. Dall’inizio fino alla fine: dal cotone utilizzato per il tessuto fino all’etichetta.
E’ una cosa difficile anche per noi, mi ci metto in mezzo pure io. L’unico modo che abbiamo per migliorare non è abbassare i prezzi, ma scegliere il miglior materiale possibile e scegliere di avere la coscienza pulita.
Si può migliorare solo con un acquisto consapevole.
Solo allora, il prezzo di ciò che si acquista, potrà essere libero anche dai pesi che ognuno ripone sulla propria coscienza.
Questo è il mio personale pensiero.
#Chi ha fatto i miei vestiti?
 Juna ha fatto i tuoi vestiti!
FridaWer ha fatto i tuoi gioielli!

p.s. la foto invece l’ha fatta Dimitri Di Noto
la modella è Aurora Bruno.

La proposta Outfit “Casual Elegance” di FridaWer


Spring Part VII

 


Rebecca Minkoff red crop top
€78 – theoutnet.com

Dsquared2 wool vest
€955 – modaoperandi.com

Chicwish midi skirt
€42 – chicwish.com

FitFlop oxford shoes
€115 – fitflop.com

Betsey Johnson satchel handbag
€105 – betseyjohnson.com
Look un po’ casual, un po’ elegante e molto romantico questa volta!
Romantico come le collane MilleIntrecci, retrò e vivace come questa bellissima gonna a spartito musicale di Chicwish!
E sopra che ci mettiamo??
Ooooo io mò, non è per dire, ma che cacchio un po’ più di stoffa per questa T-shirt ce la potevano mettere?? Che vabbéne che è primavera, ma la stagione dei cornuti* non è mai mai andata via! E poi si sa che la vecchiaia avanza e abbonda e i reni è meglio coprirli!
Comunque sta mezza t-shir (top) a righette è di Rebecca Minkoff… Robbè ti sei salvata per poco perché con un cognome così ad aggiungere una “i” non ci metti niente niente popio!
Su The Outnet la trovate a 24 sterline anziché 150 che era il prezzo originale!
Minkioff che culoff! verrebbe da dire.
Sulle spalle (vabbè non proprio spalle,  sul collo và) ci mettiamo un gilet non proprio economico (però insomma che cc’è frèga? Stiamo a sognà!) che potrete trovare da M’oda ‘Operandi.
Siete svenute? Mè riprendetevi che secondo me alle “Pezze”* qualcosa trovate di molto simile, eh!
E dunque, per non restare scalze che fàmo? Non ci vogliamo abbinare qualcosa di nero a tutto sto casino?
Taaaac!
C’ho abbinato pure la scarpetta!
Certo il nome del brand non è proprio il massimo FitFlop e devo dire mò che le ho viste meglio, con quella suola pseudo-ortopedica, mi fanno abbastanza cacà… pensavo fossero più carine, e invece!
Vabbè vabbè abbinateci delle scarpette carine lucide a piacimento.
Mi affido al vostro buongusto…
E la borsetta? Perché una donna non può uscire senza borsetta!
E ve lo dico io che è praticamente da 3 anni che utilizzo la stessa borsetta scamosciata per ogni occasione!
La borsetta, quella cosa immensamente piccola che può contenere il mondo, quello scavo archeologico dove tutto ci metti dentro tranne i fazzolettini di carta che puntualmente gli uomini ti chiedono.
E quando dici che non hai fazzolettini ti chiedono sorpresi e con una punta di disprezzo: “Ma che femmina sei?”
Mò non è per dire, ma deve essermi sfuggito un capitolo sui cromosomi XX perché a quando pare veniamo al mondo con un pacchetto infinito di fazzoletti.
Fazzoletti adibiti non ad uso personale, ma da offrire a uomini sprovveduti di materiale cartaceo.
Va da se, quindi, che se non nasci così, evidentemente  sei uomo!
Mi farò delle domande approfondite più in là… mò però, finiamo sto càzz’e’pòst!
Inzòmm stà borsètt!
Con un fiocco, che fa molto femminuccia e fa molto chic! E poi le righine per richiamare il tutto… si vede che le righine e il fucsia mi piacciono?
La borsetta, così ad occhio e croce è una Betsey Johnson… dai su che tutte l’avevate riconosciuta!
Chi non ha una Brdjtsti Gonzon a casa?
E gnènte, alla fine ho capito che una per vestirsi così deve avere un conto in banca che buttalovia!
Vabè dai, tra qualche giorno è Venerdì… ci vediamo in mezzo alle Pezze!
Ciao nè 🙂

APPROFONDIMENTI

*la stagione dei cornuti è quella stagione in cui senti caldo e ti sbottoni di più.
Mamma diceva sempre, quando stavo tutta “spettarata” cioè spogliata:
“Hai preso la stagione dei cornuti?”
La versione è ovviamente italianizzata, ma si capisce che lo diceva essenzialmente per dire “Copriti! Che fa freddo e poi ti ammali!”
Mò vàll’ a capìsce perchè si dice proprio così…
*Le Pezze detto anche il Venerdì detto anche il Mercato delle Pezze Americane. Un mercato settimanale che, chi vive in Puglia, conosce bene.
E se vai fuori dalla Puglia ti manca… e non sapete quanto!
Credetemi, si può trovare davvero di tutto: basta essere pazienti e saper “scavare” bene!

Nel Blu dipinto di blu: Millegiri Blu!


Spring Part VI

 

Penso che un sogno così non ritorni mai più….
mi dipingevo le mani e la faccia di blu,
poi all’improvviso venivo dal vento rapito
e incominciavo a volare nel cielo infinitoooooooooo

VOOOOOOOOOOO LAAAAAAAAA REEEEEEEEEEE OOOOOOOOO OOOO!
CAAAAAAA NNNNNN TAAAAAAAAA REEEEEEEE OOO OOO O OOOOO!
NEL BLU DIPINTO DI BLU!
FELICE DI STARE QUA SUUUUU!

Se inizi a cantare questa canzone a Lisbona, i portoghesi ti accompagneranno!
E ve lo posso assicurare perché una volta stavamo a prendere una ginjinha e il tipo ginjarolo fa:
“Ah! Italianos!! Voooooolaaaaaareeee ooooo oo!”
E lì è partito l’embolo italiano alla tarallucci e vino, è uscito l’orgoglio dalla bocca  che parla di Modugno e di quanto è bella e solare l’Italia… un po’ come lo è Lisbona.
Sembra che sia una delle canzoni italiane più conosciute, un po’ come L’Italiano per i cinesi… oddio, non so se sanno pure quella a Lisbona, non ho mai sperimentato
(diciamo che cantare queste canzoni non è proprio la prima cosa che fai quando azzoppi lì ).

Ritornando a noi oggi un outfit elegante per un party davvero cool.
Che indossare allora?
In primis una collana MilleGiri blu, che è versatile e semplice a cui abbinare anche gli orecchini!
Poi per il resto, la semplicità è sempre cool, basta saper scegliere.
Qui abbiamo:
una giacca H&M semplice, un top Sheila a righe, dei jeans skinny J Brand, delle stiletto nere very very cool Posh Girl e a finire una borsetta eccentrica, una Mua Mua Instagram!
I costi non sono proibitivi (tranne per la borsetta).

Se invece la vostra curiosità è rimasta ai MilleGiri o il tuo outfit non è “blue friendly”
gli altri colori
puoi trovarli sul mio Negozio Online!

Quattro stili, una sola collana…


Only one...

 

Ok, partiamo dal presupposto che una MilleNodi la indossi come vuoi!
Oggi vi propongo 4 outfit: abbinamenti-non-abbinamenti… alla FridaWé, ovviamente!

Vediamoli più da vicino:1) Abito Kimono blu navy con delle semplici ballerine Nautical Style, abbigliamento semplice ma ricercato, sbarazzino e dal sapore marino!

2) Abitino a Pois (a chi non piacciono i pois?) con delle sportive All-Stars rosse (a chi non piace il rosso?)  e ciliegina sulla torta una punta colorata alle orecchie: MilleGiri orecchini a goccia! Sportiva e fashion in un solo colpo.

3)Che ne dite di un paio di Espadrillas Chiara Ferragni originali ed eccentriche? Io le ho abbinate ad un modello un po’ più classico: un Vestitino a strati di Pizzo! Il classico di solito potrebbe apparire un po’ vecchio… ho preferito rallegrare il tutto con un paio di scarpe leggere e allegre!4) O preferite più dei Sandali modello Gldaiators su vestitino a strisce Maurices? Già immagino un prato verde con fiorellini e una lieve brezza primaverile.

Quattro modi per indossare una stessa collana…. una collana dal sapore salino, una promessa che sa di Primavera!

Tu con cosa la indosseresti? 🙂