Una sola moltitudine: Le MilleCollezioni di FridaWer.


Pessoa e Tabucchi non mi perdoneranno lo so.
Già li vedo mentre fanno l’ape, seduti al tavolino del baretto di fiducia a parlare di poesie, di letteratura e di persone:
“Oh ma quella cessa di FridaWé che ci ruba i titoli? Ne vogliamo parlare?”
(il termine portoghese “cessa” è un termine quasi intraducibile in italiano… un po’ come la “saudade” :v )

Wagliù io vi ho sempre stimato, Fernà ho pianto per te, sono andata a Lisbona per te, Antò cacchio, cioè, ti ho portato pure una margheritina al cimitero.
Lo so è poco, però vuoi mettere? Cioè a parte che lì non c’avevo nà lira per comprare i fiori e poi no, non ho un bel rapporto con i cimiteri io… Apprezziamo il gesto, almeno, cazzarola.
Che saranno mai due parole rubate in confronto alla vostra grandezza?
Mena dai, non è colpa mia se mi vengono i mente le vostre parole quando scrivo. Sentitevi un bel po’ onorati visto che vi tengo nel mio piccolo cuoricione sempre!

Ecco, le mie collezioni nascono pressappoco così… non dai flash mentali che mi faccio, ma da quello che leggo, vivo, dalle persone che incontro, dalle esperienze positive e anche da quelle negative. Detto così sembra una sciocchezza o poca roba… e invece vi dico che è una cosa che nasce da dentro, si forma e poi esce in qualche modo: sotto forma di parole, immagini, suoni, creazioni.
Un creativo è sempre un po’ mamma, anche se è un uomo.

Così Lisbona e successivamente gli altri posti, mi hanno portata a poco a poco a creare le mie MilleCollezioni.
C’è voluto solo un po’ di tempo, strada e incontri…

***

I MilleGiri sono i colori, la semplicità, i posti visti, tutti racchiusi in un cerchio colorato da mettere al collo.
A me ricordano Lisbona, i colori degli azulejos, il Tejo.

BeFunky Collage lisbona

Niente è più inabitabile di un posto dove siamo stati felici. C.P.

I MilleChiodi sono la parte un po’ incazzosa che c’è in ognuno di noi…
mi ricordano un po’ da dove vengo, Foggia, il rock e un po’ anche il punk.
Ma insomma dopotutto ognuno di noi, ha una piccola e cara spina bloccata dentro.

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csoa Scurìa + case popolari

I Milleintrecci sono gli incontri che ci hanno cambiato, gli intrecci che abbiamo tessuto.
Mi ricordano le persone incontrate: gli intrecci di sempre, quelli nuovi, quelli momentanei e quelli persi.
Sono la parte più romantica di noi, quella che va “appresso” alle poesie e ai libri, la più sognatrice…

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persone miste

I MilleNodi sanno di mare e di promesse, quelle che facciamo e ci facciamo.
Taranto…

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un nodo ancora stretto.

I MilleColli che sono le raccomandazioni della mamma.
Vabbé, che ve lo dico a fare?
Sono la morbidosa carezza, quel “Copriti che fa freddo!” che noi sbuffiamo un po’ quando lo sentiamo perché “e dai, che mica sono più bambina??” ma che in fondo in fondo ci fa piacere ricevere 🙂

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una rara foto di baby FridaWé  🙂

Insomma non sono semplici collezioni (almeno per me), sono idee che nascono, si sperimentano, crescono e alla fine, sembra quasi che si realizzino da sole.
Sono una ricerca, una parte di me, mille anime, una congiunzione con voi.

Erano solo dei pensierini un po’ di tempo fa…
Ora sono piccoli pezzi di vita vissuta.

I costi dell’Handmade, ovvero, cosa compri se scegli il Fatto a Mano!


L’altro giorno stavo passando in rassegna un po’ di foto vecchie… oddio, orribili!
Sono quasi dieci anni che faccio questo mestiere (sì certo, negli anni è diventato un mestiere vero e proprio!) e non sapete quanti errori (involontari per carità) ho fatto.
Foto orrende, prezzi orrendi (troppo bassi tanto da svalutare l’oggetto), comunicazione orrenda (do iu spik inglisc?… vabbè, non è che mò sia tanto diversa 😀 ), insomma, negli ultimi anni sono cresciuta un po’. Giusto una ‘ndicchia.

Di sicuro sicuro, ho preso un po’ più coscienza di me, della mia creatività, mi sono immedesimata nella mia “clientela” (odio questo termine, così freddo e impersonale), sono riuscita a tessere rapporti, alcuni purtroppo con il tempo si sono perduti (o magari stanno facendo un giro lungo per poi ritornare), altri invece, sono sicura che nasceranno.
Ho studiacchiato un po’, ho letto qualcosa in più, ho cambiato prospettiva e filone creativo un migliaio di volte. Che fatica!
Perché l’handmade, e questa cosa si sa, se lo vuoi fare seriamente è un lavoro a tutti gli effetti.
E’ vero, non vado a zappare la terra (ho fatto anche quello… più o meno) o faccio un lavoro particolarmente usurante, però ci metto tempo, capacità e creatività.

E quindi vi voglio riassumere in qualche parola tutto quello che faccio:

TEMPO:

10/15 ore al giorno più o meno, le mani non si fermano mai (come un po’ il cervello);
tempo da quantificare per arrivare ad una proposta di prezzo ragionevole e che non avvilisca il mio (sudato) prodotto;
tempo speso “appizzicata” al computer a:
Modificare foto, relazionarsi con il mondo (per quanto sia possibile con un pc), scambiare idee con altre persone, ricercare idee, informarsi, leggere cose che possono aiutarmi (SEO, SEM, ROI, rudimenti di marketing e cose varie supercazzolesche), caricare sul sito le foto, fare la descrizione del’oggetto, trovare delle parole chiave efficaci (e quindi  ricercarle!), leggere e guardare video sulla creatività (trovo molto interessante NeU e i suoi articoli tipo: Il creativo, la sicumera e l’alchimia al contrario e La creatività ama gli ostacoli, i limiti, i vincoli e le barriere o alcuni Ted Talks che, oltre a ricordarmi che NO, I dont spik inglisc – tranquilli ci sono i sottotitoli – sono anche emozionanti come questo Phil Hansen: Embrace the shake ) per avere qualche ispirazione in più.
Insomma, a voi sembrerà che io stia seduta sul mio letto a non fare un cazzo… però no. Non è vero 😀

IDEA, IDEA… PERCHE’ SEI TU, IDEA?

La ricerca di un’idea.
Wè, che mica è facile farsi venire un’idea che piaccia e che ti convinca, quel cercare di essere sempre originali, anche se usi una tecnica trita e ritrita. Il voler essere semplice ma mai banale.
Eh.
La ricerca di un’idea… o meglio, l’inseguimento di un’idea.
Bella storia.

COSA ESSERE TUUUU??

Eh, sì… cosa essere io? Nessuno (Não sou nada. diceva un tipo beone 🙂 )
E quindi niente, a poco a poco ho “conosciuto” e stretto amicizia con FridaWer.
Le ho chiesto cosa volesse fare da grande e quale fosse il suo stile… devo dire, persistono indecisioni, ma ci sta seriamente pensando su.
Poi c’è la pubblicità (come vi “convinco” a comprare una Collana FridaWer? che mica sono la Coca Cola, io!), pensa, pensa e ripensa… e poi pensa ancora.
Facciamoci venire delle idee (vedi punto su).
Le foto: Miiiiiinchia zio se non fai delle foto da sturbo non sei nessuno!
Eh, sì ma non sono nata Cartier-Bresson… e allora giù di studio, di scatti, di prove, di fallimenti, di foto di merda e alcune carine. Tutto con una compatta. Anzi no, in 10 anni ho cambiato 4 macchinette fotografiche.
Che qualcuno benedica chi ha inventato le digitali!
Poi c’è la post produzione e la pubblicazione.
Insomma non mi annoio mai!

LA CREAZIONE

In mezzo a quelle 10/15 ore c’è la fase in cui inizio a creare. A volte sono più prototipi che oggetti fatti e finiti. Una volta però trovato il modello, inizia la produzione vera e propria che di solito dura giorni.
Anche se col tempo ho differenziato la mia produzione in “Pezzi Unici” e in “Modelli riproducibili”, bisogna ricordare che anche quelli riproducibili sono pezzi unici, proprio perché la loro produzione è sempre limitata rispetto ad una produzione industriale.
Alcuni “Dietro le quinte” potete vederli su Instagram—->> InstaFridaWè
 qui quello che succede dopo aver creato: Il Creato che burla il Creatore

E.T. TELEFONO CASA!

La comunicazione: e-mail, domande, come arrivare al vostro cuoricino pulsante, come farvi innamorare di me – eh, sì lo so è davvero facile visto il mio fascino selvaggio e non convenzionale *si guarda le unghie, sghignazza e poi sospira* -);
e voi vi chiederete:
“Ma questa davvero sta seduta sul suo letto a spendere tutto questo tempo per vendere quelle 4 collane di lana e cotone che vedo qui sotto?”
La risposta è: “Se vi fate sta domanda, seduti davanti al vostro pc vuol dire che sì, sto in qualche modo comunicando con voi. Ovvio che vendo le mie collane e quella viola si abbina perfettamente ai tuoi occhi! :v”.

Insomma, un po’ di roba!
Però ecco, se penso a quanta strada ho fatto da quel “Uh, ma daiiii ho fatto la mia prima vendita su Etsy!!!”… iiiiiih mi dico: “Ma davvero devo abbassare i prezzi per sperare inutilmente di essere vista e comprata che poi alla fine COL CAZZO che ci guadagno?!”
OK, IL PREZZO è GIUSTO!
Sta bene come sta.

Anche perché ho farcito le mie collane, i miei orecchini, i bracciali e qualsiasi altra mia creazione, di un sacco di cose (e forse alcune mancano ancora) ma un solo ingrediente mi ha reso felice: Crescere!
E dunque, sì, quando avrete aperto quel pacchetto spedito comodamente a casa vostra, sappiate che ci troverete dentro ANCHE la mia felicità.

Grazie. 🙂
tenk yu assà!

p.s. Ah, sì, questo è stato il primo ciondolo venduto su Etsy —> Valentine’s Day…All you need is love…and a Arc, Arrows and a Good Aim – Perfect Lover Kit..Medium Size

mè dai, visto che ci siamo ve lo lascio l’indirizzo del mio negozio:
Frida Wer*gioielli&bijoux
che non si sa mai 😉

 

Intrecci di vita vissuta: Le collane MilleIntrecci.


I nomi che scelgo per le mie creazioni sono sempre molto diretti, forse un po’ banali se vogliamo, ma comunque non nascondono nulla che non possa essere subito percepito.
Certo, tutte le cose che mi hanno portato a questi nomi voi non potrete mai saperli (e direte pure, a ragion veduta, “e sti cazzi?”) però ecco mi piace pensare che ad ogni cosa, ad ogni nome, corrisponda un significato proprio, interpretabile o meno, a piacimento vostro.
Gli Intrecci sono come i Giri: Mille.
Perché per quanti giri uno possa fare nella vita, le nostre sorti si intrecceranno sempre con quelle degli altri… e a volerlo si potrà restare legati, non dico per l’eternità, ma fino a quando uno avrà piacere di esserlo.
Senza obblighi nè rimorsi.

 


Le collane MilleIntrecci hanno il sapore di Lisbona,

delle poesie, delle emozioni.
Le persone, i libri, l’unione,
il dono.

E a te?
Quale incontro ti ha cambiata?

Comunque sia, se volete, i MilleIntrecci sono anche SOLO delle bellifffime collane, eh! :v
(per la serie #noPippeMentaliPliz 🙂 )
Su Alm:
http://www.alittlemarket.it/boutique/fridawer

Le promesse son nodi da marinai… MilleNodi.


All’incirca due chiacchiere sulla nuova collezione…

In attesa di vederli sul sito, in anteprima ce li ha solo Juna… come non sapete chi è Juna?! (Date un’occhiata qui và!)
Insomma vi dicevo, in attesa di vederli sul sito e magari appesi al collo di qualche bella donzella, vi parlo delle collane MilleNodi e delle strane etichette che vi troverete attaccate.
Essì perché a me mò mi è venuta la mania di sapere i fatti vostri!
C’è pure un hashtag scritto (oh, le etichette sono fatte a mano, una ad una!… e sì l’hashtag lo dovete usare che se no io non mi posso fare i fatti vostri!).

La linea guida è minimal.
La memoria, il nodo al fazzoletto, un nodo in gola (che deriva da qualcosa che è successo e non riesce ad uscire), quel “Ah, me lo segno!”
Insomma, un qualcosa che ci promettiamo o che dobbiamo tenere a mente, nella buona o nella cattiva sorte.
Nodi, insomma, comunque vogliate declinarli!

Questi in particolare parlano di mare… o di mari per meglio dire.
Quelli di Taranto che mi ha fatto segnare certe cose:
La malinconia di un posto (ho un serio problema con la malinconia mi sa), gli incontri, la mancanza che si fa sentire… insomma, altre promesse!
Vuoi o non vuoi uno le fa… ma chissà se le mantiene!

E allora, dai, prendiamoci un po’ meno sul serio… voi che mi promettete? Una promessa a breve durata, di quelle candide che poi vallo a sapere se riuscirete a mantenere!
Tipo:
“#ouFridawé Prometto che sarò meno acida del solito… tipo per 2 minuti!”
oppure
“#ouFridaWé prometto che non mi mangio più le unghie”

Usate qualsiasi mezzo tecnologico a vostra disposizione: Instagram, Facebook, Twitter, teletrasporto… fate voi.
Basta che me lo fate sapere!
Il tag da usare è  #ouFridawé (mi raccomando con l’accento a destra) e se indosserete uno dei miei accessori mi farete ancora di più felice! 🙂

bhe?
Allora, me lo promettete? 🙂

… caduti i denti da latte mi so cresciute le borchie.


e come ti è venuto in mente di aggiunge ste borchie?

La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto è… no, non è 42. Sono le borchie!

Sarò breve.

… Insomma un bel giorno trovo alle Pezze Americane -i pugliesi capiranno di cosa sto parlando- questa bancarella che vende minuterie. Era già da qualche anno che smanuzzavo con le mie creazioni e cercavo qualcosa di nuovo.
Mi capitano ste borchiette tra le mani e allora che borchie siano! E’ nato per caso.
Questo è l’atto.

Che poi quel “per caso” fosse stata più che una casualità, ci sono arrivata dopo.
Perché il “Caso” molto spesso non c’entra niente, è questione di psicologia più o meno inconscia o palesata (nel mio caso psicologia spiccia).
Era appena iniziato il mio periodo delle borchie.
Uno svolgimento di meretrici in calzoni, soggetti dalla vista più o meno stereoscopica e capelli più o meno rasati.
L’Era del post Lisbona,
del post “eterotopia visiva”,
il post laurea,
il post – ma pure mò – che cazzo faccio?,
il post patente,
il post “ho azzoppato non prendo più la macchina”.
Il post dopo un pre in un mentre ancora attivo.

Un groviglio, un miscuglio di roba incasinata in cui sto ancora cercando di mettere ordine e, credetemi, se riusciste a vedere la mia cameretta capireste perché questa cosa mi risulti ardua.

Insomma… caduti i denti da latte, mi so cresciute le borchie.

p.s. Ora, per una serie di cose i miei amici mi danno dell”Acida & Asociale”. Ah! Gli amici… che valli a chiamà amici poi!

p.s del p.s. In uno slancio un po’ più poetico potrei dirvi che le borchie
“Sono le spine poste ad una fragilissima rosa”.

Oh, effettivamente potevo esordire così e basta!

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Foto di Federica Frisoli. Clicca sulla foto per saperne di più!

Come sempre, le mie novità (anche quelle meno incazzose) le trovate qui: 

On #Etsy: https://www.etsy.com/shop/FridaWer
Su #Alittlemarket: http://www.alittlemarket.it/boutique/fridawer

L’Importanza di essere Millegiri… ma come mi è venuto in mente?!?!?!


da dove se ne esce una collana Millegiri?

Ok. Tecnicamente non posso dire che siano 1000 i giri che faccio con il filo attorno alla corda. Probabilmente ne sono di più.
Però diciamo che suona meglio MilleGiri che UnSaccoDiGiri o NonHoContatoIGiri, ecco.

I Millegiri poi sono tutte quelle parole che utilizziamo quando giriamo attorno ad una cosa… e allora lì si sprecano le parole, si spreca tempo, attorno a concetti che già sai o che vuoi sapere ma se ci giri troppo attorno non saprai mai.
Insomma è la solita cosa non necessaria, un po’ come tutti gli accessori. Si vive anche senza, però con un po’ di colore, semplice, lineare, si vive nà ‘ndicchia meglio :).
E, sì, questa cosa, vale anche per le parole.
Insomma, ci complichiamo troppo la vita e per di più su cose poco necessarie o su finzioni o illusioni.

Bene, ora sapete qualcosa di più sui MilleGiri, sul perché si chiamano così e sul fatto che, un po’, ricerco la semplicità (beh, insomma sì, potete intuirlo).
E allora, qualche minuto di Standby, please: meglio un giro-collo-colorato per respirare un po’ di “aria fresca”.

E poi, ce ne sarebbero ancora di cose da dire, sul fatto che queste collane sono state un arrivo semplice da un processo complicato. Si fa sempre un grande sforzo a semplificare… chi l’avrebbe mai detto.
Sono la “parte” più semplice delle mie creazioni. Basic. Solo colore, niente fronzoli o barocchismi vari, insomma sì mille giri ma tutti necessari.

Ah, sì, e poi c’è quella sottile linea d’incazzatura che fa spuntare qualche borchietta…
Ma quella delle borchie è un’altra storia e siccome ho macinato troppi tasti (le cose lunghe annoiano come i millegiri di parole) ve la racconto un altro giorno. :p

Mi raccomando, diffidate dalle imitazioni, eh! 😉

I MilleGiri sono la semplicità,
i colori, la felicità.

Il caldo e il freddo.
La partenza e il ritorno.
Il viaggio e casa.
E tu?
Qual è il tuo pensiero felice?
🙂

Ma lo sapevate che… i MilleGiri,
oltre che a casa mia,
stanno anche qui? —>>
On #Etsy:
https://www.etsy.com/shop/FridaWer

e su #Alittlemarket:
http://www.alittlemarket.it/boutique/fridawer